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LA CITTA’ NEL TEMPO


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Ugento, in antichità Ozan,  situata a 108 mt. s.l.m., con la frazione di Gemini e le marine,    possiede un territorio comunale esteso per 9872 ettari che,  in ordine di grandezza, è il terzo della provincia di Lecce. Intorno ai primi anni del ‘900  una parte di esso, precisamente la fascia delle paludi costiere,  continuava ancora ad essere  focolaio di  malaria e di tifo. La bonifica della fascia  costiera del 1927 ha risanato questi luoghi ricoprendoli  di rigogliose  colture; nel contempo anche il territorio circostante si è popolato via via sempre più densamente soprattutto verso le spiagge. Attualmente Ugento  conta circa 11.000 abitanti.

 

L’economia del paese, ancora oggi, in buona parte, è di tipo prettamente agricolo.  Vi predominano la coltura dell’ulivo e della vite; un ragguardevole  sviluppo ha assunto di recente la coltivazione e la  conservazione e trasformazione di ortaggi e primizie.  In forza delle sue lunghissime spiagge di sabbia dorata, delle acque trasparenti e delle numerose e variegate strutture ricettive  che offrono  ospitalità  e servizi di prim’ordine, negli ultimi due decenni la città ha conosciuto anche un notevolissimo incremento turistico dovuto anche al clima eccezionalmente mite che,  prolungando  la bella stagione rende   le spiagge e le vie del centro già da maggio-giugno e fino ad ottobre affollate da turisti in maggioranza stranieri, soprattutto tedeschi.

 

Ugento è iscritta nel registro nazionale delle Città d’arte.

La moderna  cittadina si sovrappone in gran parte a quello che fu  uno dei maggiori centri messapici ma il suo territorio era occupato già in epoca protostorica.

Allo stato attuale non è possibile definire il periodo di fondazione di Ugento, tuttavia manufatti litici e resti faunistici  provenienti dalla dolina del Focone e la presenza sul territorio comunale di monumenti megalitici quali dolmen, menhir e specchie testimoniano  una frequentazione umana già in epoca preistorica.  I più antichi abitanti del territorio sono stati gruppi di cacciatori-raccoglitori del paleolitico superiore di Grotta Focone (14000 anni fa circa) la cui intensa attività venatoria è testimoniata dal rinvenimento di numerose punte di armi  e ossa di animali;  bulini (utensili da taglio) e grattatoi per ripulire la pelle sono pertinentiall’ attività di concia delle pelli   mentre la presenza di carboni e focolai fa congetturare che i frequentatori della grotta usassero il fuoco per scaldarla ma anche per preparare i cibi.

 

Nel periodo compreso tra l’età del bronzo e quella del ferro (1500-1000 a.C,) i Messapi,  una popolazione di origine illirica probabilmente giunta  per via mare, si stanziò nella parte della penisola salentina compresa grosso modo tra le province di Brindisi e Lecce sino ai confini con Taranto.

Il nome Messapi, associato a quello  di Japigi compare anche nelle Storie di  Erodoto che  però ne fa una popolazione di origine greca;  l’etimologia più verosimile della parola Messapi sembra essere  quella di “popolo tra due mari”, l’Adriatico e lo Jonio.

Famosa fu la bellicosità dei Messapi, spietati cavalieri e abili pirati,  contro cui ben presto ebbero  a scontrarsi prima Taranto e successivamente Roma. Nell’89 a.c.Ugento, divenne municipium romanum ma  a quell’epoca ben poco era rimasto della splendida città che nel periodo messapico batteva moneta propria e che alcuni storici, in base al perimetro della cinta muraria, all’estensione delle necropoli  ed  altri  rinvenimenti  ritengono contasse un notevolissimo  numero di abitanti nel periodo di maggiore espansione.

Dopo l’occupazione romana e le invasioni barbariche Ugento decadde e si verificò una forte emigrazione verso posti più salubri anche a causa della malaria; il forte calo della popolazione continuò ininterrottamente nelle epoche successive  raggiungendo il numero  minimo di circa 470 abitanti nel 1545.

Distrutta nell’842 ad opera dei saraceni, dei quali rimane traccia nella toponomastica di alcuni luoghi, Ugento fu dominata,  con alterne vicende e alterne fortune,da normanni, svevi e angioini. Durante  il governo di questi ultimi, la Terra di Ugento venne  affidata alle famiglie  Orsini, Della Ratta e Del Balzo. Nel 1480 Ugento  fu nuovamente attaccata dai Turchi ma senza le gravi conseguenze che patì invece nel 1537 ad opera del pirata algerino Ariadeno Barbarossa. Nel 1643 la famiglia d’Amore acquistò il feudo di Ugento e Carlo ne fu il primo marchese. La famiglia d’Amore continuò a detenere privilegi e titolo nobiliare fino al 1808 quando entrò in vigore la legge che aboliva la feudalità.