Miele e Formaggi

Varietà di miele Un discorso a parte merita il miele: già dal II e III secolo d.C. Pomponio Porfirione, letterato

Miele e Formaggi

Varietà di miele

Un discorso a parte merita il miele: già dal II e III secolo d.C. Pomponio Porfirione, letterato e grammatico latino, menziona il Salento come la “terra dove si produce il miele migliore… – “Commentarii in Horatia Carmina” – . Recentemente, alcune aree della Provincia di Lecce si sono dotati del Marchio De.Co. (Denominazioni Comunali, istituite con Legge dello Stato Italiano dell’8 giugno 1990), per esaltare al meglio queste varietà, unite a forme migliori di commercializzazione e tutela. La varietà più diffusa è quella “millefiori”, costituita in primavera dal miele con fiori d’arancio, mandorlo e pesco mentre in estate è più prevalente la varietà con timo, rosmarino ed eucalipto per cui colorazione e sapore variano.
Non manca la presenza di miele con presenza di fiori d’acacia e castagno.
Honey varieties
Honey deserves a separate mention: as early as the 2nd and 3rd centuries AD. Pomponius Porphyrion, a Latin scholar and grammarian, mentions Salento as the “land where the best honey is produced… – “Commentarii in Horatia Carmina” – . Recently, some areas of the Province of Lecce have acquired the De.Co brand. (Municipal Designations, established by the Italian State Law of 8 June 1990), to best enhance these varieties, combined with better forms of marketing and protection. The most common variety is the “millefiori” variety, consisting of honey with orange, almond, and peach blossoms in spring, while in summer the variety with thyme, rosemary, and eucalyptus is more prevalent, so its color and flavor vary. Honey with acacia and chestnut blossoms is also present.
Varietà di formaggi
 
L’allevamento, la pastorizia ed il commercio di lane e pelli hanno avuto voce importante nell’economia salentina, almeno sino ai primi decenni del Settecento: si contavano sino agli inizi del Novecento ben 160 tra fiere e mercati, nei vari Comuni delle tre Provincie di Lecce, Brindisi e Taranto (che costituivano l’antica “Terra d’Otranto”) dedicate allo smercio di pellame, bestiame e formaggi.
Il Salento ha contato, almeno sino al Secondo Dopoguerra, di due razze autoctone di ovino e caprino, cioè la pecora moscia leccese e la capra ionica.
Attualmente, nel territorio ugentino, vi sono diverse masserie dove si pratica ancora l’allevamento non invasivo di pecore e capre, che producono dell’ottimo latte e dello squisito formaggio.
Le forme di formaggio particolarmente prodotte sono la ricotta, la ricotta col peperoncino, il formaggio fresco “primosale” e quello semistagionato.
Variety of cheese

Livestock farming, pastoralism, and the trade of wool and hides played an important role in the Salento economy, at least until the early decades of the eighteenth century: until the early twentieth century, there were 160 fairs and markets in the various municipalities of the three provinces of Lecce, Brindisi, and Taranto (which constituted the ancient “Terra d’Otranto”) dedicated to the sale of leather, livestock, and cheese.
Salento counted, at least until the Second World War, two native breeds of sheep and goat, namely the Lecce soft sheep and the Ionian goat.
Currently, in the Ugentino area, there are several farms where non-invasive sheep and goat farming is still practiced, producing excellent milk and exquisite cheese.
Particularly produced cheeses include ricotta, ricotta with chili pepper, fresh “primosale” cheese, and semi-seasoned cheese.

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