
I primi atti in cui si parla di una “torre per il pubblico orologio” a Ugento risalgono al 1835. Tuttavia, nel 1879, si decise di costruirne una nuova e ben più duratura. L’incarico fu affidato dall’allora sindaco Vito Pezzulla all’ingegnere Rocco Pasanisi da Ruffano e al maestro muratore ugentino Ippazio Mura.
La Torre dell’orologio sorge nel cuore della città, affacciata su piazza San Vincenzo, che ospita la statua del santo patrono e la chiesa Cattedrale. Il corpo della torre è piuttosto basso, impreziosito da arcate in stile liberty: sul terrazzo, in passato, si svolgevano concerti domenicali di musica classica, a cura dell’amministrazione comunale.
Sotto la torre il mercato del pesce per le tavole dei Savoia
La torre ottocentesca durò pochi anni, tant’è che agli inizi del Novecento fu necessario demolirla in parte e costruirne una nuova, ultimata nel 1912. Sulla facciata si può vedere il pubblico orologio, il monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale e lo stemma civico di Ugento, che raffigura Ercole incoronato dalla Vittoria Alata con la dicitura “Ozan” a lato, nome messapico di Ugento.
Sotto i superstiti portici si svolgeva il mercato del pesce: se alcune cittadine umbre e piemontesi avevano l’esclusiva di fornire i reali d’Italia di preziosi tartufi, Ugento aveva l’onore e l’onere di rifornire settimanalmente la mensa di Casa Savoia, e in particolare di Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia, delle prelibate triglie pescate nelle acque della vicina Torre San Giovanni.
Attualmente, proprio sotto queste arcate, possiamo ammirare il primo orologio della Torre, di inizio Novecento, donato a Ugento dalla famiglia Colosso e interamente restaurato a cura e spese della Pro Loco Ugento e Marine.